Call for papers n. LIX/2 - Dialettica negativa e immagine dialettica


Call for papers n. LIX/2 - Dialettica negativa e immagine dialettica



Scadenza: 1 luglio 2020

La redazione della rivista di filosofia «Il Pensiero» seleziona contributi originali in forma di saggi e recensioni per il fascicolo dedicato al tema:

Dialettica negativa e immagine dialettica

Il termine ultimo per la presentazione dei contributi è il 1 luglio 2020; la risposta sarà comunicata dalla redazione entro il 15 ottobre 2020. I contributi non dovranno superare i 45.000 caratteri, inclusi gli spazi e le note, e dovranno essere accompagnati da un abstract in inglese di massimo 1500 caratteri e 5 parole-chiave


L’uscita del fascicolo è prevista per dicembre 2020.



Curatori del volume: Alice Barale – Università degli Studi di Firenze

Francesco Valagussa – Università Vita-Salute San Raffaele

Il “tramonto del concetto” attesta innanzitutto un divorzio tra il tempo e le forme della sua comprensibilità: la frattura tra vita e storia, esperienza e scienza, realtà e razionalità diventa un luogo classico della crisi. La “bancarotta della metafisica” ha finito per intaccare inevitabilmente anche il “patrimonio” accumulato dal pensiero dialettico: in realtà il pericolo di un tracollo si è rivelato un’occasione estremamente proficua per attingere a una serie di risorse inedite e sviluppare nuove attitudini.

La dialettica ha trasformato il proprio assetto e diversificato le strategie che aveva consolidato nel corso della tradizione: il metodo di articolazione e di sviluppo del concetto viene ridimensionato in favore di una dialettica nell’immobilità. Non una “scrittura totale” in cui la distanza tra essere e pensare venga abolita, ma – per dirla con Benjamin – “un’immagine discontinua, a salti”, dove ciò che è stato si unisce fulmineamente con l’ora in una costellazione. Non tanto sintesi quanto ritorno di ciò che è stato dismesso; non un decorso, ma un arresto, un brusco risveglio, anzi una politica del risveglio.

L’insolvenza del concetto ha dischiuso alla dialettica uno spazio di manovra inaspettato. Non avendo conseguito un’effettiva identità tra essere e pensiero, l’impiego degli universali corre costantemente il rischio di tradursi in un esercizio di violenza, dove il senso coincide con la coazione – e proprio perciò può essere sottoposto a indagine critica. In Dialettica negativa si rinuncia esplicitamente a costruire o ricostruire la realtà, perché “si dovrebbe costruirla troppo a fondo”: all’interno delle forme di organizzazione sociale la presenza dell’irrazionale non può essere considerata un residuo marginale, rappresenta invece l’esito forse più coerente dei processi di razionalizzazione.

L’effetto di sclerotizzazione dovuto a un apparato amministrativo che si rende autonomo rispetto ai bisogni della società, la neutralizzazione che spezza ogni rapporto tra la cultura e la prassi, l’accostamento di soggettività e disagio sono manifestazioni plastiche di un singolare che al contempo è più e meno della sua determinazione universale: la dialettica mira a spezzare l’accerchiamento e l’accecamento costituito dall’oggettività delle connessioni sociali.

Potrebbe essere però proprio nell’immaginario collettivo, nei fenomeni apparentemente meno nobili e più comuni, che si trovano (come mostra Benjamin) quegli elementi che permettono alla vera vita di emergere e salvarsi. La filosofia si intreccia allora strettamente all’analisi concreta dei suoi materiali: ai testi, alle immagini e alle testimonianze in cui si inoltra. La teoria non può darsi, come totalità, che attraverso una continua immersione nei suoi contenuti reali.

Sono benvenuti contributi che affrontino questa problematica da varie prospettive:

  • Benjamin e il concetto di immagine dialettica, connesso in modo particolare alla nozione di “dialettica dell’arresto”, così come viene a configurarsi in particolare nel Passagen-Werk. Il tema può essere adoperato per indagare varie “stratificazioni” dell’Erfahrung: dal nesso tra architettura e inconscio, al rapporto tra merce e allegoria.

  • Riflessioni sulla traiettoria che ha portato la filosofia dall’ideale di un “sistema della scienza” alla “teoria critica della società”. Un carattere saliente di questa trasformazione è il nuovo rapporto che si instaura tra l’indagine filosofica e la nozione di totalità.

  • La tematica dell’arte e le tensioni che la attraversano, tra apparenza e critica dell’apparenza stessa, merce e superamento del valore d’uso, significato spirituale e presenza materica. In che modo può essere ripensato il problema nella contemporaneità?

  • L’importanza della memoria, come riemergere del nascosto e del dimenticato. Il tema può essere indagato da diverse prospettive: alla luce del ruolo dell’infanzia, del nesso tra esperienza e natura, o tra la rappresentazione (letteraria, figurativa, filosofica…) e quel che le sfugge.

La proposta di saggi per la pubblicazione deve essere inviata alla redazione della casa editrice in formato elettronico all’indirizzo redazione@inschibbolethedizioni.com. L’articolo deve rispettare le norme redazionali che si trovano in fondo alla presente pagina. Nella mail che accompagna l’articolo gli autori devono dichiarare che il loro testo non è mai stato pubblicato, né simultaneamente sottoposto o già accettato per altre pubblicazioni. I saggi potranno essere in una lingua a scelta tra italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e di massimo 45000 battute, spazi e note incluse; dovranno, inoltre, essere accompagnati da un abstract di massimo 1000 battute in italiano e in inglese (l’abstract non è richiesto per le recensioni).

Dopo la prima lettura, la redazione invia la proposta di articolo per un esame critico a due lettori anonimi (peer review) per la valutazione dei contributi proposti per la pubblicazione. Gli esiti della valutazione (accettato, rifiutato, proposta di modifica) vengono comunicati in seguito all’autore. Le recensioni saranno valutate dalla redazione senza referaggio.

Negative dialectics and dialectical image

Il pensiero, LIX/2

Deadline for submission: 1rst July 2020

Research papers should not exceed 45.000 characters, including spaces and notes and should be accompanied by an abstract in English of no more than 1500 characters and five keywords.

Research papers must be addressed to: redazione@inschibbolethedizioni.com

Answer to proposals: 15th October 2020

Expected release: December 2020

Guest Editors: Alice Barale – Università degli Studi di Firenze

Francesco Valagussa – Università Vita-Salute San Raffaele

The decline of the Hegelian concept testifies first of all a divorce between time and the forms of its comprehension. The crisis shows itself through a separation between life and history, experience and science, reality and rationality. The “bankrupt of metaphysics” also inevitably affects the

classical heritage of dialectical thinking. This emergency, however, turns into a chance to find new possibilities and attitudes.

Dialectics has to change its traditional strategies. The development of the concept has to give way to a «dialectics at a standstill». What has to be searched is not a “total writing”, which would cancel the distance between being and thinking, but an «image» which, as Benjamin states, is «suddenly emergent» and «wherein what has been comes together with the now to form a constellation». This doesn’t happen in the form of a synthesis, but rather as a return of the forgotten and neglected; not as a progression, but rather as an interruption, an awakening or politics of awakening.

The failure of the Hegelian concept discloses a new space for the dialectics. Since there is no identity between being and thinking, universals always risk turning into violence, and therefore have to be criticized. In Negative Dialectics reality cannot be constructed or reconstructed, because «it would be all too thoroughly construable». The presence of the irrational within society is not just a remnant, but it is rather the product of rationalisation itself.

Singularity becomes at the same time less and more than its universal determination. This shows itself through a split between the administrative apparatus and the real needs of society, between culture and praxis, and through a coming together of subjectivity and disease. In this context, dialectics aims at breaking the circle of an objectivity that has become hostile.

Nevertheless, it could be precisely in the collective imagination, in the apparently less noble and more common phenomena, that one could find (as Benjamin shows) what allows true life to emerge and be saved. Philosophy, therefore, becomes closely intertwined with a concrete analysis of its materials: with the texts, images and testimonies that it considers. Theory as a whole can happen only through a constant immersion in its real contents.

We welcome contributions that address this issue from different perspectives:

- Benjamin and the idea of “dialectical image”, also in its relation with the notion of "dialectic at a standstill", as it is formulated in the Passagen-Werk. The question can be used to investigate different "stratifications" of the Erfahrung: from the link between architecture and the unconscious, to the relationship between commodity and allegory.

- An analysis of the path that brought from the ideal of a "system of science" to the "critical theory of society". An important aspect of this transformation is the new relationship that is established between philosophical investigation and totality.

- The issue of art and the tensions that run through it: between appearance and criticism of appearance itself, between commodity and overcoming of the use value, between spiritual meaning and material presence. How can the problem be reconsidered in the contemporary world?

- The importance of memory, as a re-emergence of the hidden and forgotten. The theme can be investigated from different perspectives: in the light of the role of childhood, of the connection between experience and nature, or between representation (in its literary, figurative, philosophical form) and what escapes representation itself.


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