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Call for papers n. LVIII/2 - Diritto: l'invenzione della forma

Call for papers n. LVIII/2 - Diritto: l'invenzione della forma

 

 

Scadenza: 15 settembre 2019

 

La redazione della rivista di filosofia «Il Pensiero» seleziona contributi originali in forma di saggi e recensioni per il fascicolo dedicato al tema

 

Diritto: l’invenzione della forma

 

Il termine ultimo per la presentazione dei contributi è il 15 settembre 2019; la risposta sarà comunicata dalla redazione entro il 10 ottobre 2019.

L’uscita del fascicolo è prevista per dicembre 2019.

 

Il prossimo fascicolo de «Il Pensiero» sarà dedicato al tema del diritto come forma.

Di fronte all’ampio dibattito sul problema di cosa debba intendersi con il termine “diritto”, che occupa studiosi di varia estrazione e natura, il compito di una rivista di filosofia è di affrontare tutto questo complesso di nodi a partire da una questione ben determinata, che dovrebbe stare, almeno a mo’ di ispirazione, sullo sfondo dei contributi del fascicolo. La questione si può esprimere così: come sorge il diritto come forma e qual è il contenuto determinato di quella forma?

Se infatti è vero che il formalismo rappresenta il tratto originario di quella specifica razionalità pratica che è il diritto, è anche vero che esso è la chiave di articolazione di dicotomie fondamentali, quali ragione e autorità, ordine e forza. Inoltre, l’ipotesi che la forma giuridica abbia uno specifico contenuto, comporta che essa non sia un semplice dato originario e naturale. Il modo in cui essa è divenuta metabolizzando altre esperienze precedenti, i metodi con cui è stata di volta in volta giustificata e fondata la sua pretesa di universalità, i tratti con cui viene esperita la sua potenza ordinante, tutto questo consente di porre una domanda genealogica intorno alla forma come fenomeno del diritto.

D’altra parte, l’«invenzione della forma» è certo una questione che sorge osservando l’evoluzione del diritto romano, ma la sua è una storia complessa e stratificata, segnata da tappe fondamentali come la costruzione dell’eguaglianza formale di “ognuno” davanti alla legge, la distinzione tra ciò che è pubblico e ciò che è privato,  o ancora la semplificazione del diritto richiesta dal processo moderno di codificazione. È poi nei giuristi più rappresentativi del Novecento, protagonisti a pieno titolo del dibattito intorno al nichilismo europeo con cui si suole segnare l’epoca contemporanea almeno da Nietzsche in poi, che la forma diventa il veicolo entro cui problematizzare la coppia autorità/ragione e articolare la questione della validità della norma, dell’ordinamento e delle risorse logiche, giuridiche e politiche per garantire ad esso un fondamento possibile.

Quelle indicate qui brevemente sono costruzioni storiche e concettuali in cui elementi di novità si intrecciano profondamente con sedimentazioni precedenti, eppure tutte per buona parte riconducibili al tema del diritto come invenzione della forma. Ad alcune di esse i contributi di questo fascicolo daranno attenzione specifica; in altri articoli potrà invece essere privilegiato il profilo di un autore. Sia nell’uno sia nell’altro caso, l’obiettivo che il fascicolo si prefigge è consentire a filosofi e giuristi di discutere e sviluppare alcuni dei nodi e temi indicati, senza limitare gli elementi anche in tensione tra prospettive diverse.

 

Il fascicolo sarà a cura di Giulio Goria e alcuni tra i contributi tematici saranno scelti tramite Call for Papers. La proposta di saggi per la pubblicazione deve essere inviata alla redazione della casa editrice in formato elettronico all’indirizzo redazione@inschibbolethedizioni.com. L’articolo deve rispettare le norme redazionali che si trovano in fondo alla presente pagina. Nella mail che accompagna l’articolo gli autori devono dichiarare che il loro testo non è mai stato pubblicato, né simultaneamente sottoposto o già accettato per altre pubblicazioni. I saggi potranno essere in una lingua a scelta tra italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e di massimo 45000 battute, spazi e note incluse; dovranno, inoltre, essere accompagnati da un abstract di massimo 1500 battute in italiano e in inglese (l’abstract non è richiesto per le recensioni).

Dopo la prima lettura, la redazione invia la proposta di articolo per un esame critico a due lettori anonimi (peer review) per la valutazione dei contributi proposti per la pubblicazione. Gli esiti della valutazione (accettato, rifiutato, proposta di modifica) vengono comunicati in seguito all’autore. Le recensioni saranno valutate dalla redazione senza referaggio.

 

 

 

Norme redazionali

 

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